Tempo di fine scuola, di cerimonie, di diplomi, di festeggiamenti. Nonostante tutto, nonostante questo 2020 che non è andato per il verso giusto, nonostante le restrizioni, i limiti imposti dalle nuove regole, il distanziamento sociale, la paura di ammalarsi, i ragazzi che terminano il loro ciclo di studi superiori o universitari, vanno festeggiati. Nel momento in cui in Italia si discute del concedere o non un sacrosanto ultimo giorno di scuola ai bambini e ragazzi che cambieranno ciclo con il nuovo anno scolastico, tanto per dar loro quel senso di chiusura, fatto di saluti e facce da rivedere ancora una volta, noi qui a Stoccolma entriamo, con prudenza, nella settimana di festeggiamenti per i nostri liceali.
Ad aprire le danze sabato ci sarà la cerimonia svedese, seguita venerdì della prossima settimana da quella internazionale. La nostra scuola non è l’unica ad aver cercato soluzioni, in tante hanno fatto lo sforzo di ripensare i festeggiamenti in chiave più consona alla situazione attuale.
Se la cerimonia internazionale sarà specifica alla nostra scuola, quella di
Utspring invece è quella tipica svedese. Ragazzi e ragazze indosseranno i tipici cappelli, indossati simbolicamente per la prima volta il 30 aprile con una cerimonia on Line. Di solito in tempi normali intorno a fine aprile i futuri diplomati di tutta la città festeggiano insieme in un locale a Djurgården sul mare, un tripudio di facce sorridenti e cappelli da marinaio con i nomi e i simboli dei diversi licei. In questa strana primavera pochissimi cappelli bianchi in giro, il governo è stato chiaro con gli studenti, evitate assembramenti.
Successivamente la cerimonia, per noi sarà sabato, a scuola vuota, per evitare di superare il numero legalmente consentito.
La cerimonia si svolge in due parti quest’anno, solitamente più lunga.
Si incomincia con uno champagne breakfast, che per noi sarà un brunch nel parco davanti a scuola, divisi in gruppi di 10. Successivamente gli studenti entreranno a scuola e ne riusciranno correndo dal portone, uno dietro l’altro mentre le famiglie aspetteranno di fronte, champagne in una mano per brindare e cartellone con il volto sorridente dello studente da piccolino, nell’altra. Solitamente lungo le scale, i corridoi e gli spazi della scuola ci sono bambini e ragazzi delle classe inferiori ad applaudire, insieme ai professori. Quest’anno ci saranno solo una manciata di insegnanti e i ragazzi anziché uscire gli uni dopo gli altri, usciranno a gruppetti e le famiglie saranno quindi fuori anch’esse a gruppetti e ordinatamente distanziate in spazi bene definiti.
Ragazze tutte di bianco vestite, ragazzi in completo scuro.
Una volta fuori, baci abbracci e poi da tradizione i ragazzi dovrebbero salire tutti insieme su un camion scoperto e andare in giro con la musica a palla e alcol a fiumi, per le vie della città. Maggio e giugno non c’è giornata a Stoccolma che non sia rallegrata dal passaggio di adolescenti saltellanti e urlanti in camion decorati. Quest’anno non è così. Il governo ha vietato questa tipica attività, questo rituale di passaggio, questo momento attesissimo dai ragazzi, un vero rito di passaggio.
Noi abbiamo proposto di fare, cosa che si faceva un tempo prima dell’utilizzo dei camion, una carovana di macchine strombettanti in giro per la città, ma certo il sapore non è lo stesso. Camilla con un gruppo di compagni lo farà su un piccolo battello che per qualche ora li porterà a festeggiare sul mare.
Alla fin fine sarà bello e festoso.
Poi il 5 la consegna dei diplomi, anche qui rispettando le raccomandazioni governative, con un montaggio abbastanza complesso, ma che permetterà a tutti gli studenti di ricevere fisicamente in mano il diploma e alle famiglie di poter assistere. Il tutto sarà poi seguito dalla programmata cena, che anziché essere per diplomati e famiglie, sarà solo per i ragazzi, ma alla fine l’importante è che festeggino tra di loro e che, appunto, possano salutarsi degnamente, visto che dopo l’estate ognuno di loro partirà per nuove avventure, spesso lasciando la Svezia definitivamente.
Tutto questo sarà possibile grazie all’estrema volontà della scuola di trovare soluzioni che rispettino la situazione attuale, con la voglia di offrire ai ragazzi una cerimonia che meritano, adattandola, sfruttando spazi all’aperto, dividendoli in gruppi più piccoli, insomma rendendola quasi speciale. Mai come in questo strano periodo apprezzo gli sforzi, la voglia di adattarsi con soluzioni nuove, con un occhio attento al benessere degli studenti di ogni ordine e grado. La nostra scuola ha dimostrato di saperlo fare a tutti i livelli e sono felice di chiudere così il mio ciclo da mamma di studente liceale, pronta per tuffarmi nel nuovo, quello di chi ha solo studenti iscritti all’università, lontani da casa, ma questa è un’altra storia.


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