Dopo l’ennesimo scambio di Fb tra chi pensa di essere l’unico e solo salvatore del pianeta e il resto del mondo di poveri tapini convinti nel loro piccolo di fare comunque qualcosa per consegnare ai nostri nipoti una terra un po’ meno malandata, mi sorge un dubbio: si sta facendo confusione tra vivere al risparmio e vivere eco friendly.
Sono più che convinta che si debba fare rapidamente qualcosa per arginare il deterioramento della nostra amata madre terra, sono convita che ognuno di noi nel proprio piccolo, con piccole azioni quotidiane possa contribuire, sono convinta che bastino pochi gesti e un po’ di buon senso per migliorare e trasmettere alle future generazioni un po’ di educazione in questo senso. Non sono però sicura che non comperare più vestiti nuovi sia la direzione giusta, forse comperare vestiti prodotti da aziende che producono in modo attento e sostenibile, senza utilizzare le manine delicate di bambinetti nati dalla parte sbagliata del mondo o senza sfruttare sottopagando donne e uomini costretti a sgobbare come muli. Ci sono appunto le aziende attente che producono con buon senso e che grazie alle vendite dei loro prodotti fanno vivere famiglie intere, permettendo loro di educarsi, il che può far rima con maggior consapevolezza rispetto alla protezione della natura che ci sta intorno. Allora non mi si venga a dire compriamo tutto usato, perché ad un certo punto qualcuno rimarrà senza lavoro, soldi, possibilità di evoluzione e di conseguenza di educazione al rispetto di ciò che di tanto bello il mondo ci regala.
Compriamo e quello che non mettiamo più, anziché farci due soldi portando le cose nei negozi di cose appunto di seconda mano, diamolo a chi a bisogno, facciamolo rivivere altrove, donando magari insieme ad un maglione un sorriso.
Tra poche settimane è Natale, ho letto che chi fa regali dovrebbe vergognarsi, che con il suo atteggiamento porterà l’inquinamento alle stelle, che il 26 dicembre il mondo sarà invaso da carta e plastica e inevitabilmente condannato a morte. Forza, non diciamo schiocchezze, i regali sono di tanti tipi, regaliamo libri, regaliamo cose utili, non prendiamo la salvezza del mondo come scusa a tirchieria galoppante…
Noi beviamo principalmente acqua del rubinetto, ma non faccio harakiri se mi capita di comperare una bottiglia di plastica, cerco di riciclarla al meglio, nella pattumiera giusta, o ne ho una sul balcone che uso per bagnare le piante, la sua seconda vita. Compro il più possibile prodotti di qualità, evitando come la peste prodotti confezionati, carne incelofanata, pesce in barchette di plastica, e allora mi saltano i nervi quando quelli che inneggiano ai pannolini lavabili poi vanno a fare la spesa in certi supermercati super economici dove tutto è iperconfezionato, guardandoti male se non aderisci al loro trend. No io non aderisco e non mi sento in colpa, faccio i miei passetti quotidiani e sono conscia che vivere un po’ più eco friendly non rimi con supermercati discount e zero regali, zero waste e niente balocchi ai piedi dell’albero non sono la stessa cosa.
Il mondo ha bisogno di attenzione e rispetto e le persone che ci stanno intorno quelle alle quali vogliamo bene hanno anche bisogno di piccoli gesti che vengono dal cuore, e un regalo pensato, cercato e scelto apposta è uno di questi gesti. Viviamo felici e smettiamo di stare a guardare cosa fanno gli altri.

Rispondi