Era ieri che Federica e Chiara atterravano in una Stoccolma imbiancata il 23 dicembre di quasi un’anno fa, un giorno in anticipo per farmi una sorpresa. Era ieri che volavamo a Dubai per trascorrere una calda settimana tra Emirati e Oman. Era ieri che riponevamo in cantina le decorazioni natalizie con quel misto di nostalgia che si insinua in noi dopo le feste di fine anno. Era ieri che volavamo tutti a New York per la graduation di Federica. Era ieri che Chiara prendeva il volo per Sydney e adesso ormai manca poco al suo rientro.
Il tempo passa in fretta forse perché le giornate sono intense, mai uguali, ricche di incontri, scoperte, allegria. Passa in fretta e ogni tanto sarebbe bello rallentarlo per potersi fermare a guardare senza che sia già un altro Natale, con tutto il calore che l’accompagna.
Domenica abbiamo decorato l’albero, la casa di colpo ha quell’aria festosa, illuminata dalle candele che dalle tre del pomeriggio danno luce alla lunga notte svedese. Nell’aria c’è un profumo che è quello che accompagna ogni dicembre: candele speziate, cannella, aghi di pino.
Tra tre settimane saremo di nuovo tutti insieme, tutti e cinque, momenti rari e preziosi. Tutto sarà uguale a sempre, quel ritmo che di colpo per pochi giorni diventa lentissimo, il rumore della carta ai piedi dell’albero, il profumo di mille prelibatezze che pensiamo e immaginiamo per giorni. Il nostro pranzo di Natale così come la cena della vigilia sono ormai un affare di famiglia.
Io ormai sono in piena attività babbo Natale, questo è il momento che amo di più, immaginare gli occhi felici delle mie ragazze quando da assonnati riprendono vita la mattina di Natale.
Anche se sono grandi l’attesa è la stessa, sarà anche che Natale rima con l’essere insieme, il che rende l’attesa veramente tale.
Ieri sera riempiendo la casellina del calendario dell’avvento, lo stesso che ci segue da anni, ho avuto un momento di nostalgia, ho pensato a tute le volte che negli anni ho compiuto lo stesso gesto, per tre, per due e poi per una. Ho pensato a come questo sarà l’ultimo calendario dell’avvento con un figlio in casa, con un figlio che si alza al mattino e fila dritto ad aprire quella magica casellina per scoprirne il contenuto, sorridermi e dire: il lutin è passato.
Adoro questo periodo dell’anno!

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