Curiosità da Stoccolma: piccolo tour turistico.

In realtà come ultimo post del mese, avevo ben altre idee, poi mi sono ritrovata a giocare alla turista oggi per un’oretta. Ho sfidato il gelo che da questa notte è sceso su Stoccolma, regalandoci però, dopo la neve di ieri, un cielo blu come non vedevamo da settimane. Stoccolma è meravigliosa imbiancata di neve e illuminata dal cielo incredibilmente terso. Ma non è per questo che oggi ho fatto la turista. Qualche settimana fa mi ero iscritta con un gruppo di amiche ad un tour delle luci natalizie della città, la cosa mi incuriosiva. Stoccolma all’avvicinarsi del Natale è avvolta da un tripudio di luci che aiutano a dimenticare il tramonto che arriva sempre troppo presto e le notti che sono sempre troppo lunghe. Proprio per questo motivo ormai da diversi anni la città è illuminatissima e qua e là enormi renne avvolte dai led regalano a chi passeggia luce e calore.

Sinagoga
Da un paio di week end tutte le decorazioni sono state accese e Nordiska Kompaniet, le Gallerie Lafayette del Nord, ha svelato le sue vetrine natalizie, sempre magiche,
uno dei motivi per cui questi centenari grandi magazzini divennero famosi.
Il nostro tour ha avuto come punto di partenza Kungsträdgården, il bellissimo giardino che conduce verso la città vecchia e il palazzo reale. Il giardino, letteralmente giardino del re, era veramente il giardino in cui si coltivavano i prodotti per la tavola reale, e questo l’ho imparato oggi. Abbiamo camminato lungo una dei due viali che costeggiano il giardino, dedicati a due cantanti lirici, Birgitta Nilson e Jusse Björling, siamo arrivati all’acque, di fronte al palazzo reale e ho scoperto perché in primavere ci sono una quantità incredibile di uccelli di ogni tipo che svolazzano proprio in quel punto. È questo il punto in  cui vengono liberati in mare piccoli pesci liberi di nuotare verso la libertà o liberi di restare in zona e di diventare preda dei tanti pescatori che liberamente possono praticare qui il loro sport. Questo spazio venne infatti voluto proprio per questo per garantire ai cittadini un’area di pesca libera.
Da qui abbiamo poi camminato verso Nybroplan, rendendomi conto come molto spesso nella propria città si cammini senza assolutamente far caso a quello che si incrocia, c’è una stradina che ho percorso mille volte senza mai notare la bellissima sinagoga che la abita e il monumento commemorativo, ad essa simbolicamente collegato tramite quelli che sembrano essere binari, eretto in memoria di uno dei giusti svedesi, il diplomatico Raoul Wallenberg, che salvò tantissimi ebrei procurando loro passaporti svedesi.
Arrivati a Nybroplan ecco come ci viene spiegato che quella che è adesso una delle aeree piu chic di Stoccolma, fosse un tempo una zona insalubre e poverissima, costellata da catapecchie di legno, con il mare che ricopriva completamente la zona e nel quale veniva buttato di tutto e di più.
Birger Jargatan, oggi con le sue vetrine di Gucci, Prada e compagnia, era un canale che conduceva ad un grandissimo lago. Nybrogatan deve il suo nome al ponte che collegava quella parte dove c’è il teatro di arte drammatica, al lato opposto, quello della sinagoga dalla quale siamo arrivati.
Una planimetria diversa da quella a me nota, che attraverso quasi quotidianamente e che venne ridisegnata così com’è, intorno al 1850.
Di fianco al teatro di arte drammatica, all’angolo con Nybrogatan, c’è una statua, che rappresenta la cantante Margarita Krook, deceduta nel 2001. La statua è molto particolare, ha una temperatura costante di 37 gradi, oggi con i meno qualcosa  era un piacere poggiare le mani sulla sua pancia consumata da anni di toccate riscaldanti.
Da qui siamo passati davanti al Hallwyl Museum, che ospita la collezione dell’eccentrica contessa Wilhelmina von Hallwyl, in quella che fu la casa che si fece costruire, la prima a Stoccolma ad avere elettricità, acqua corrente, ascensori e telefono.
Il nostro tour storico si è poi concluso a Normalstorg davanti alle vetrine oggi di Acne Studio, che furono della Sverige Kreditbanken, passata alla storia per quella che in psicologia prese il nome di sindrome di Stoccolma.
Alla fine di luci natalizie non abbiamo poi tantk sentito parlare, ma è stato interssante scoprire qualche nuova curiosità con la quale poter tediare gli ospiti che verranno a trovarci prossimamente!
Dei mercatini ve ne parlo un’altra volta….

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