Siamo già a novembre, ottobre alle spalle, Natale dietro l’angolo.
Le ultime settimane sono state intense, non ho neppure avuto il tempo di scrivere. Ho concepito mille post nella mia testa ma poi al momento di metterli giù nero su bianco, c’è sempre stato qualcosa da fare.
Ho chiuso un mese, quello di ottobre, che con dolcezza mi ha catapultata in un nuovo decennio. Dagli inizi del mese le giornate si sono susseguite sempre un po’ con il pensiero a questo traguardo, se di traguardo si può parlare…
Più volte mi sono voltata indietro per capire se fossi veramente io quella che stava facendo questo salto, vent’ anni fa mi sarei messa a ridere esclamando mamma che vecchia. E invece ripensandoci bene, osservando la strada fatta, i tanti paesi, le innumerevoli avventure, le esperienze, i progetti, i viaggi, le scoperte, 50 anni di continuo costruire ci stanno tutti.
Ho festeggiato egregiamente e ininterrottamente per giorni, tra Stoccolma e Torino, circondata da amici nuovi e di vecchia data, con intorno l’affetto di chi mi conosce da poco ma che è come se mi conoscesse da sempre, e di chi fa parte della mia vita da talmente tanti anni da non vederne l’inizio.
E forse è questa la cosa più bella: questi amici che ci sono, ci sono sempre stati e direi abbastanza con certezza, ci saranno sempre. Gli amici sopravvissuti agli anni e alle distanze, quelli incontrati cammin facendo e quelli freschi freschi della mia vita svedese. Ho avuto ancora una volta da una parte la conferma che circondarsi di persone alle quali voler bene è possibile sempre e ovunque, e dall’altra che in questo perenne andare gli amici veri rimangono. Non serve vedersi tutti i giorni per essere affiatati, non serve condividere un quotidiano quando a volte quell’ora passata insieme stringe un nodo mai disfatto.
Forse sono fortunata, anche se non penso che in amicizia la fortuna giochi la sua parte, ma piuttosto che mantenere legami sia un attento esercizio, così come sia un complesso gioco di sentimenti crearne di nuovi.
Ho festeggiato l’inizio di un nuovo decennio, chiudendone un’altro che mi ha vista cambiare tre paesi, tre città e quattro case. Un decennio di grandi sfide, anche professionali, un decennio in cui abbiamo colto al volo occasioni rischiose, buttandoci a capofitto in avventure ricche di incognite, che alla fine si sono rilevate vincenti.
Ho chiuso un decennio in cui da famiglia di cinque siamo passati a famiglia di tre, imparando ad essere famiglia di cinque a distanza e durante la parentesi rapida di una vacanza. Apro un decennio che ci porterà per forza di cose ad essere di nuovo solo coppia, nel quotidiano. Le nostre ragazze voleranno tutte da sole, saremo ancora lì per un po’ a proteggerne i passi incerti, ma non più motori e protagonisti delle loro vite, solo fieri spettatori.
Non mi spaventa neanche questo, così come in passato non mi ha spaventato il diventare famiglia dalla giovane coppia che eravamo. Ho chiuso il mese di ottobre con allegria, sono rientrata a Stoccolma e nonostante l’inverno sia ormai ben presente e le giornate sempre più corte e buie, sono piena di energie, quelle energie che solo il grande affetto e la forze dei tanti amici che mi hanno circondata e hanno festeggiato con me, sanno trasmettere.
Grazie amici!

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