Qualche giorno fa sono andata a quella che rimarrà per sempre la mia ultima riunione a scuola di inizio anno scolastico. Dopo 19 anni di onorata presenza ad ogni back to school night, moltiplicata per tre, quella di martedì per l’inizio di 12 grade di Camilla è stata la mia ultima. Posso dire che ho finito in bellezza, riunione simpatica, rapida, concisa, senza genitori che la scambiano come la sessione di incontro privata, tirandola per le lunghe con domande specifiche sui loro pargoli, le cui risposte nel tre quarti dei casi interessano solo loro e non gli altri genitori presenti.
Dalla prima riunione a Vernon all’école de la Republique all’ultima alla Stockholm international school, ne ho avuti di prime riunioni in cui si presentano i programmi, gli obiettivi, si sottolineano le regole. Materna, elementari, medie, liceo. Francia, Giappone, India, California, Svezia. Approcci spesso diversi, discorsi simili che si ripetono, programmi analoghi, insegnanti spigliati e altri più timidi.
L’altra sera eravamo nettamente sullo spigliato, pochi punti chiari, tante date, siamo a fine IB e le scadenze incalzano da far venire l’ansia ai più zen. Con i programmi siamo volati rapidamente al giorno di graduation, il 5 giugno.
Da qualche anno prendo direttamente appunti sul telefono e le date le metto subito nel calendario, così sono lì pronte a scandire i mesi che passeranno veloci.
I genitori dell’ultimo anno sembrano un po’ stressati anche loro, per alcuni è il primo figlio che si appresta a fare il grande salto nel mondo degli adulti, per altri il secondo, per pochi come me il piccolo di famiglia. Man mano che aumentano i figli che ci sono già passati la tensione sui volti dei genitori lascia spazio al sorriso!
I professori sono chiari, e questa per me è stata la parte più bella, sarà un anno stressante senza dubbio ma non lasciate che i vostri figli si facciano trascinare in un vortice di follia e isterismo. Rimangono ragazzi, devono svagarsi, fare sport, mangiare equilibrato e dormire un numero accettabile di ore per notte. Non devono arrivare al primo maggio distrutti ( e si gli esami se ne infischiano della nostra festa del lavoro, il primo maggio incomincia l’IB e per tre settimane nessuna festa nazionale che tenga).
Mi è piaciuto questo discorso che se da un lato non minimizza l’importanza degli esami che i nostri figli affronteranno, dall’altra spinge gli stessi genitori a relativizzare e ad accompagnare serenamente i ragazzi alla meta, senza aggiungere stress allo stress.
Aiutateli a imparare a gestire il loro tempo nel modo migliore evitando maratone di studio che non servono a nulla, è stato poi l’ultimo consiglio, e poi tutti a casa, in meno di un’ora c’è stato anche spazio per qualche domanda, hanno parlato la preside del liceo, la direttrice di tutta la scuola, la counselor e i tre professori principali, uno per ogni classe, mai riunione fu più rapida e indolore.
Anche questa è fatta, adesso non mi resta che mettere in pratica i consigli, attaccare il pro memoria al frigo e ogni sera ricordare a mia figlia che l’importante è fare del proprio meglio e he tutto andrà alla grande.

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