Ammissioni nei college americani: quando il sistema fa acqua.

Notizie di cronaca americana,: si grida allo scandalo, le ammissioni in certi college prestigiosi sono state manipolate da un individuo senza scrupoli che ha spennato per bene più che agiati genitori desiderosi di garantire alla progenitura l’ingresso nell’élite delle università americane.
Il processo di ammissione nei college statunitensi è particolarmente intenso, di anno in anno la competizione si fa più serrata e per i ragazzi è uno dei momenti più stressanti della loro vita. Tanti sono i criteri, tante le caselle da riempire, viene richiesto loro di essere intelligenti, brillanti, di mantenere la rotta dal punto di vista accademico, sportivo e sociale. Viene spesso richiesto loro di essere come non è semplice essere a 17-18 anni, già personalità con i contorni definiti e con un qualcosa che li distingua dagli altri.
Ci siamo passati due volta  con ansie, qualche lacrima e ogni tanto la voglia di dire basta. Le abbiamo viste scrivere essay, rispondere a domande, mettere insieme pensieri, focalizzate in una sola e unica direzione entrare dove volevano entrare. Abbiamo atteso con loro trepidanti il famoso ADMITTED che ti cambia la vita. Abbiamo visto le nostre ragazze tese, preoccupate, poi le abbiamo viste piangere di gioia, lacrime infinite.

Le abbiamo appoggiate, abbiamo dato loro tutti gli strumenti per riuscire, incominciando dal sostegno continuo, dagli stimoli, dall’apertura mentale, dai viaggi, dalle discussioni costruttive in casa intorno a temi di ogni tipo, fino alla scelta di un ottimo liceo, con insegnanti capaci che potevano preparale bene, abbiamo pagato loro dei corsi per preparare i test necessari per essere poter sperare di essere ammessi, abbiamo anche “assunto” una consigliera per aiutarle a preparare i dossier, lei con pazienza le ha guidate, le ha aiutate a scegliere tra una scuola e un’altra, perché non si può applicare ovunque, ha dato loro linee guida. Le abbiamo ascoltate quando erano preoccupate, le abbiamo consolate quando erano stufe, le abbiamo tenute per mano in questo cammino verso la vita adulta. Abbiamo fatto il nostro dovere di genitori e loro quello di figli. Sono andate a scuola, hanno studiato, si sono rimboccate le maniche, hanno portato a casa i risultati che servivano per essere dove sono adesso, dove si meritano di essere.
Ecco allora mi chiedo ma quei genitori che invece hanno tirato fuori un libretto degli assegni per sostenere dei figli che forse non hanno mai provato a passare serate a studiare, a preoccuparsi per un risultato, a sognare di riuscire con le proprie forze, quei genitori come si sentono, fieri? orgogliosi? no perché il nostro compito non è togliere di mezzo gli ostacoli dal cammino dei nostri figli, è dar loro gli strumenti per imparare a superarli. Non è stendere un tappeto rosso dove passano perché la strada non sia troppo ardua, è spiegar loro come si cammina in salita, quando tutto diventa più duro, ma sempre possibile se ci si crede. Non è mostrare loro che con i soldi si può comperare tutto, ma far vedere che è con tenacia che si ottengono i risultati, che si realizzano i sogni, che ci si costruisce come individui.
Storia molto triste.

4 risposte a “Ammissioni nei college americani: quando il sistema fa acqua.”

  1. Si: hai ragione in tutto. Io ho vissuto, come te il terribile 3o anno di scuola superiore, e l'attesa delle famose lettere di ammissione ( ora sono allo stesso punto per grad school, ma lei e ormai adulta…non epiu la 17enne di allora), e quotidianamente lo vedo con gli studenti all'universita: c'e troppo stress!!! Molti cedono sotto il peso della competitivita, ma sono li dopo aver sudato ogni momento e ogni $ che hanno dovuto investire per la loro educazione ( universitapubblica) e cerchiamo di aiutarli e di indirizzarli....poi vedi il video della figlia di una delle due attrici coinvolte nello scandalo che ammette di non avere il minimo interesse per la scuola e pensi che qualcuno, a cui invece sarebbe interessato molto essere li, non estato accettato per far posto a quella ragazza, il cui unico merito e quello di essere nata in una famiglia che poteva pagare ….

  2. Che rabbia

  3. Ma invece spendere due parole sul fatto che sia un sistema malato, perverso, ingiusto? E che con i loro rankings gli americani hanno costretto a cambiare anche le università del resto del mondo, tra cui le europee e le italiane? Ormai anche da noi le università sono laureifici in cui i diplomi si comprano e la superficialità regna sovrana a tutti i livelli. L'America ha prodotto e continua a produrre tanta violenza, tantissime ingiustizie, un appiattimento e un imbambolamento della gente. Davvero c'è ancora chi pensa che il pianeta si possa cambiare senza mettere mano alle disparità tra classi sociali, anzi ingigantendole?

  4. onestamente non sarei cosi drastica, il sistema americano e' anche eccellente, i corsi nelle migliori universita sono ottimi e la preparazione eccelsa. Non facciamo di tutta l''erba un fascio e soprattutto non generalizziamo, l'ignoranza c'e' ovunque, purtroppo, ma ci sono anche tanti ragazzi ben preparati, in US come altrove

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