New York city

In questi giorni sto macinando chilometri da una parte all’altra di Manhattan. Ieri mi sono fatta un giretto di 110 isolati, con il naso all’insù, guardando a destra e a sinistra. Sono uscita di casa sotto la pioggia battente, avvolta nel mio giaccone svedese. Sono rientrata a casa quattro ore più tardi con il sole, la giacca aperta. Oggi non pioveva e mi sono fatta un altro piacevole giro, strade, stradine, piazze. Entrando e uscendo dai negozi. Osservando il mondo intorno. Chilometri di vita che scorre veloce, newyorkesi dal passo svelto, turisti con la macchina fotografica al collo, fermi ad ogni angolo. Immagini rubate il tempo di uno scatto. Città viva e caotica dove le sirene dei pompieri lasciano spazio a quelle della polizia e si mischiano ad esse in un alternarsi confuso.

Cammino guardandomi intorno in una città che incomincio a conoscere bene, ma nella quale i piccoli dettagli mi sorprendono sempre, anche i posti conosciuti sanno offrirmi ogni volta un angolo nuovo… mi piace.
Mi piacciono le città che sanno sempre stupirmi con un dettaglio sorprendente , delle quali non ti stufi mai, con mille facce diverse, da guardare ogni volta con la voglia di cogliere quel qualcosa di nuovo.
New York è splendida, sporca, incasinata, rumorosa, vecchio e nuovo che si mischiano. C’è una vitalità che ti trascina di giorno e di notte, un susseguirsi di odori che si mescolano e ti nriversano addosso la ricchezza della sua multiculturalità. Facce di tutti i tipi si incrociano sui marciapiedi, i senza tetto sdraiati in cerca di riposo… ritornano adesso che la primavera dovrebbe spiazzare l’inverno e scaldare le strade.
Cammino, osservo, mi nutro di ciò che vedo, sorrido, mi sento bene, amo le città, le grandi città che pulsano, piene di vita, intense, stancanti, frenetiche…
Potrei viverci, sempre, ne sono sicura….

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