Lo trovo triste e frustrante. Ci sono gruppi interessanti nei quali si possono avere scambi costruttivi, e poi sempre salta fuori quella che interpreta, in modo sbagliato ovviamente, quella che giudica, e che rifiuta qualsiasi dialogo e discussione, unico fine creare polemiche gratuite.

Nei gruppi di expat poi la cosa trovo sia potenziata a mille, si creano spesso fazioni, chi appare più felice, almeno sulla carta, perché si sa che, soprattutto sui social media, difficilmente si svela il proprio lato più infelice, beh chi appare più in forma, contento di quello che ha, sereno e gioioso, viene preso di mira come se fosse una sua colpa, come se dal benessere suo derivasse l´infelicità di chi è li pronto ad affilare i coltelli.
Meccanismo strani, basta a volte una parola per scatenare il putiferio, gli animi si scaldano, e si entra in circoli viziosi in un crescendo di incomprensioni.
Ho analizzato, in un gruppo di cui facevo parte questi meccanismi, alla fine erano sempre le stesse persone a creare dei problemi, le stesse donne che anziché cercare una soluzione alla loro infelicità, cercavano di toccare le corde sensibili delle altre per farle cadere… come dire se siamo tutti infelici siamo tutti più felici.
E così alla fine anche gli scambi interessanti rischiano di scadere in discussioni da ballatoio e fanno passare la voglia di intervenire….
Sarebbe comunque interessante capire il come mai si scatenano queste manifestazioni, in che modo attraverso i social media certe donne si sentono onnipotenti e si arrogano il diritto di togliere agli altri la voglia di commentare e partecipare… mi lasciano sempre perplessa questi comportamenti. Forse tutto questo stare dietro uno schermo ha tolto a molte persone la capacità di interagire in modo sano, naturale, spontaneo, gioioso, come quando si beve un caffé con un´amica, niente più niente meno…. riflettiamoci perché se è cosi smettiamo di ¨interagire¨ on line e riprendiamo in mano le relazioni da dove le avevamo lasciate, prima di FB e compagnia!!
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