Da Seattle a Seattle passando attraverso Vancouver e Vancouver Island: questo il programma delle nostre vacanze natalizie a cavallo tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017. All’inizio i programmi erano leggermente diversi, l’idea era di risalire auto versoWashington State da di goderci cammin facendo i bei paesaggi dell’Oregon…. Organizzando il tutto ci ho messo poco a capire che sarebbe stata una sfacchinata colossale, con ore e ore di guida senza poter veramente godere dei posti come piace a noi. Siamo rimasti comunque su un programma invernale e con la voglia di visitare Seattle, in cui avevamo fatto un solo passaggio lampo all’aeroporto l’anno scorso per andare e tornare dal Montana.
E Seattle come punto di partenza non ci ha per nulla delusi, splendida questa città , un misto affascinante di Boston, New York, San Francisco. L’abbiamo visitata come piace a noi, da turisti improvvisati che vagano a naso alla ricerca di qualcosa di diverso dai terreni battuti dalle guide.
Abbiamo anche avuto il tempo di visitare University of Washington, ottimo college per gli studi scientifici, soprattutto di medicina, che fa parte dei papabili college per
Chiara il prossimo anno. Bell’università, splendido campus.
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| Seattle |
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| Washington University |
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| giro del campus |
Per il piacere delle nostre papille ci siamo rilassati a mangiare dei Dumpling da urlo da Tin Thai Fung (University Village, 2621 NE 46th St, Seattle), che dopo due ore di diligente attesa abbiamo anche scoperto aver una stella Michelin!
Al ritorno invece ci siamo accontentati di un rustico e genuino indiano vicino al pubblic Market, come sempre l’indiano per noi, soprattutto ruspante, riporta alla memoria la nostra vita a Chennai…
Da Seattle, affittata una macchina, abbiamo fatto rotta su Vancouver, strada piacevole e coda alla frontiera… (Si possono controllare il traffico e i minuti di attesa sul sito della dogana tra Stati Uniti e Canda, se non si ha voglia di capitare negli orari più gettonati ).
Vancouver non ci è piaciuta… L’abbiamo trovata una brutta coppia di una bella città americana, in tono minore e vecchiotta in tutto, edifici, strade, negozi. Anche di notte nessun fascino particolare.
Abbiamo pranzato in un localino fermo agli anni 50 con juke box e decorazione stile Happy days (TEMPLETON) ,


abbiamo degustato la specialità locale, poutine, patatine fritte con una salsa tipo gravy….niente di interessante.
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| poutine |
La sera ci siamo però rifatti con un ottimo ristorante Pakistano-nepalese, direi il migliore di queste vacanze. Atmosfera piacevole e cucina veramente ottima.
Il giorno successivo abbiamo approfittato ancora un po di Vancouver con un giro al mercato di gran ville isand una Vera bengodi alimentare! Quindi direi one l’imbarco per Vancouver Island, da bayhorseshoe. La traversata dura un po meno di due ore, suggestiva.

Ci si lascia alle spalle Vancouver innevata e le sue montagne e si arriva in quest’isola dai paesaggi da cartolina ma che sembra essersi fermata agli anni 80! Ecco questa è stata la prima impressione appena scesa, passo i fermi ad un’epoca passata, alberghi con decorazioni ormai d’altri tempi, ristoranti in cui anche i menù e le presentazioni sembravano fossilizzate in un’altra epoca. I paesaggi però quelli sono stupendi, dal mare alle montagne innevate, spiagge immense che le maree scoprono per centinaia di metri, foreste fitte.

La neve ci ha accompagnati nel nostro attraversamento dell’isola fino a Ucluelet e Torfino, lì dove l’oceano immenso permette ai nostri occhi di vagare lontano verso l’orizzonte, senza ostacoli. Tanti surfisti sulle spiagge, con mute spessissime, a sfidare il gelo. Pochi turisti in giro, molti locali chiusi, un aria un po da fuori stagione!
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| Ucluelet |
Nessun locale degno di nota particolare, non male il ristorante di Torfino. Bei piatti ben presentati, ma il grosso neo di averci messi nella terrazza coperta e riscaldata, ma comunque semplicemente coperta e riscaldata, che con il freddo pungente non era tanto in armonia. (
SHELTER)
Capodanno trascorso a Nanaimo, seconda città dell’isola, insignificante. Le guide turistiche la vendevano come super animata…. Per essere un 31 dicembre l’animazione lascia abbastanza a desiderare, 4 gatti per strada poco prima della mezzanotte… Forse un’altro concetto di cittadina vivace e frizzante rispetto ai nostri canoni…. Ma anche questo fa parte del fascino di quest’isola!
Il ristorante era considerato come il migliore della città…. noi male ma nulla di entusiasmante (
THE MALHE HOUSE) unico prego aver acceettato una prenotazione per le 9 di sera che in questi posti è assolutamente fuori orario… vabbé che era capodanno!!
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| camera con vista |
Ultima tappa a Vancouver Island nella città di Vittoria, capitale dell’isola e della British Columbia, qui finalmente abbiamo trovato un airbnb, purtroppo sull’isola ce ne sono ben pochi e nelle altre tappe abbiamo dovuto optare per degli hotel, meno piacevoli quando si viaggia in famiglia, almeno per noi….
Vittoria era presentata come una città da cartolina, francamente ci ha lasciati perplessi, né brutta e ne bella direi, qualche bello scorcio nella parte di città che si affaccia sul mare, ma nulla di particolare…. Forse più si viaggia più si diventa esigenti nei confronti di ciò che ci si apre davanti, quello che si è visto di bello in precedenza ci porta facilmente al confronto e a “pretendere” di trovare sempre più bello, più affascinante, più “da bocca aperta”.
Da Vittoria in traghetto anziché ripassare da Vancouver siamo sbarcati direttamente sulla costa americana, scelta logistica dettata dal fatto che il controllo dei documenti sarebbe stato meno lento che quello in macchina come all’andata, ed effettivamente è andata così!
Siamo arrivati a Port Anegeles, a circa due ore da Seattle, bella strada, bei paesaggi da “sul lago dorato” con casette sparse qua e là che si affacciano sulle baie, tra pini e spruzzi di neve.
Una settimana dopo il nostro atterraggio a Seattle eccoci pronti a riprendere il volo per San Francisco, pronti a recuperare di colpo un bel po’ di gradi di temperatura, a liberarci di sciarpe, cappelli e giacconi pesanti, almeno fino a fine febbraio quando ci ritufferemo nei meno 15 delle piste innevate dello Utah!
Bilancio: dal punto di vista naturale posti indubbiamente splendidi, a parte Seattle nessuna città ci ha colpito. Il periodo non era dei migliori, anche se pare non faccia mai così freddo a cavalli tra dicembre e gennaio a Vancouver Island, almeno così ci hanno detto i locali, neve e temperature rigidine, almeno passando dalla nostra mite California. Nonostante la neve le strade erano praticabili e salate. Molta gentilezza ovunque, estremamente piacevole.
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