Nei mie 17 anni d’espatrio, che coincidono esattamente con i miei 17 anni da mamma, mi sono resa conto di una cosa: la baby sitter è un fatto culturale al quale mi pare che gli italiani stentino ad adattarsi, o almeno la stragrande maggioranza! Si lascia il proprio Paese e con esso i carissimi nonni, e di colpo gran parte dei genitori sembrano rinchiudersi in un ritmo casa- bambini- vita sociale ridotta all’osso, perché? L’unica spiegazione logica è il fattore culturale, gli italiani per generazioni hanno fatto leva sui nonni per occuparsi dei nipotini, e grazie ai nonni tanti genitori potevano tirare un po’ il fiato il tempo di un tête à tète. con i nonni lontani cambiano gli equilibri e a differenza di tutti gli altri genitori del mondo, o almeno della gran parte, i genitori italiani non si concedono più momenti tra adulti, privilegiando il muoversi con bambini stanchi e piagnucolosi alle costole.
Si sa quanto l’espatriazione sia un’esperienza straordinaria e coinvolgente per la coppia, ma come sia anche un prova durissima per gli adulti che siamo: stress professionali intensi, equilibri mandati a pallino, nuovo mondo da ricostruire.
La coppia è messa a dura prova, la dimostrazione è che in espatrio la coppia scoppia molto più rapidamente, con conseguenze molto più gravi( logisticamente è più complicato gestire conflitti legati al divorzio quando si vive in un paese straniero). Proprio per questo la coppia va coccolata, allo stesso modo in cui si coccolano i nostri bambini per render loro l’espatrio più dolce e meno traumatico. La coppia ha bisogno di spazi, di crearsi dei momenti privilegiati, di mettere tra parentesi per qualche ora la mamma ed il papà che è in noi, per dedicarsi ai due adulti che siamo.
Le baby sitter servono a questo, a lasciar liberi i genitori di smettere di essere tali il tempo di una cena, di una serata con adulti senza bambini urlanti tra i piedi dove poter parlare senza essere interrotti da capricci o pianti di vario tipo.
I genitori di mezzo mondo sembrano metterlo in pratica allegramente, attaccati al principio che dei genitori sereni influiranno positivamente anche sui bambini che stanno loro intorno. I genitori italiani hanno forse paura che delegare a qualcuno che non sia il nonno e la nonna possa suscitare traumi nel pargoletto? Temono forse che i figli possano rimproverare loro il concedersi una pausa? Relax…. Ho visto sfilare in casa tantissime baby sitter e anche dei simpatici giovanottoni, adorati dalle mie fanciulle, non ho mai visto lacrime sui loro visini anche alla terza sera di fila con una baby sitter, anzi accoglievano sempre ogni nuova serata con entusiasmo, contente di avere dei genitori sempre pronti ad uscire e a tirare il fiato, anche per loro era un modo di concedersi una pausa dal ritmo famigliare, con una baby sitter si fanno cose che con papà e mamma non si fanno, un po’ come con i nonni certe cose sono concesse mentre i genitori storgono il naso!
Allora fattore culturale o semplice paura di lasciare i nostri marmocchi?….. Non sarà mica per questo che da noi si sta in casa fino a 40 anni …..?
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