Oggi è un nuovo giorno
Oggi credo in me stesso
Rispetto gli altri e mi occupo dei miei amici
Oggi lavorerò molto per imparare tutto quello che posso imparare
Sono intelligente
Sono fantastico
So che sono speciale
Sono felice di essere qui
E avrò una giornata fantastica.
Seguono dieci minuti di yoga collettivo per rilassarsi e incominciare la giornata ben carichi.
Sono colpita e trovo questo approccio entusiasmante.
Forse ancora di più pensando ai miei primi dieci minuti a scuola dove dopo la preghiera ( scuola pubblica anni 70…) il nostro rilassamento consisteva nel metterci sull’attenti al suono forte e duro della voce della maestra, che passava in rassegna la classe prima di liberarci da questa posizione assurda con un sonoro “riposo”.
Direi i due estremi, Palo Alto , Silicon Valley, 2014. Torino centro città, Italia, 1976.Non so quanti dei miei compagni abbiano faticato a costruirsi un’ autostima, ma di sicuro la maestra non ci ha aiutati.
Questi bambini invece di questa classetta in California sicuramente cresceranno con le giuste sicurezze, e non solo loro, perché anche i loro coetanei, seppur forse non tutti in questo splendido modo, sono portati dal sistema scolastico a credere in se stessi, ad essere fiduciosi nelle proprie
possibilità e capacità.
Crescere bambini fiduciosi nelle proprie possibilità dovrebbe essere il compito primario della scuola, dai primissimi anni. Fino all’arrivo negli States non l’avevo mai visto, di fronte a me sempre è solo un malsano piacere di trovare e evidenziare i punti deboli, gli aspetti negativi, come se il buono e il positivo fosse scontato e si dovesse solo lavorare sulle debolezze e cercarle anche se non ci sono.
C’è chi vede in questo un’esagerazione tutta Americana del YES I CAN, per me la strada giusta per dare ai nostri figli le armi per diventare adulti equilibrati, capaci di affrontare la vita con tutte le difficoltà che le si parano davanti, capaci anche di mettersi in discussione, perché non è detto che avere fiducia in se stessi implichi l’incapacità all’autocritica.
Che riflettano gli insegnanti e insieme a loro anche noi genitori!
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