Adesso mi si apre un mondo: l’individualizzazione dell’apprendimento, ogni bambino prosegue a suo ritmo verso i risultati che saranno i suoi e non per forza quelli di tutta la classe…. I goal come li chiamano loro, i goal individuali che si raggiungono facendo leva sui punti forti del bambino e dandogli strategie per affrontare le proprie debolezze!
Ma non è fantastico rendere così uno studente unico nel suo modo di procedere verso i risultati che dovranno poi certo essere conformi a quelli di tutto un gruppo, ma senza avergli imposto per arrivarci la stessa via proposta ad un altro studente con debolezze e pregi diversi dai suoi?
Per me è la scoperta di un mondo nuovo, forse quel mondo che avevo sempre cercato, fatto di adattamento ai ragazzi senza imporre loro schemi ai quali non corrispondono.
Tanti anni fa una psicologa scolastica mi disse che era la scuola che doveva adeguarsi ai bambini cogliendone differenze e punti di forza…. Concretamente per ora non l’avevo mai visto in pratica, adesso si è ne sono felice!
Questo atteggiamento positivo porta sicuramente a formare ragazzi sicuri di sé, non timorosi di mettersi in gioco perché se sbagliano al limite rimettono in questione il loro progredire individuale senza confronti con il progredire di un altro studente…. e quando si è giovani con una mente ed uno spirito in formazione lavorare per se stessi e la cosa migliore!
La competitività poi c’è ugualmente, ma almeno fino alla fine delle scuole medie, è una competitività positiva, che passa attraverso il confronto costruttivo e soprattutto lo sport…. I ragazzini arrivano al liceo con le spalle larghe e più forti per affrontare poi il round finale la corsa senza fiato ai college migliori, e li si tirano fuori le grinfie e ci si confronta con gli altri ma lo si fa armati di autostima e con molte più sicurezze!
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