La vita è fatta di relazioni. In espatrio e, sopratutto all’inizio di un ‘espatrio, le relazioni possono fare la differenza. Le persone che incroci durante i tuoi faticosi primi passi sono, spesso, la chiave per sentirti bene in fretta.

Ho sempre creduto che le persone che troviamo sul nostro cammino siano davanti a noi per un motivo preciso. Credo fortemente che ogni incontro abbia un senso e avvenga non a caso, e questo anche quando poi non succede nulla dopo. Spesso è cosi vivendo all’estero, si incontrano tante persone e poi alla fine ci si trova un po’ a scremare, non con tutti le affinità vengono fuori e si va oltre. Ma ogni incontro è un piccolo tassello che ci regala energie per affrontare il tutto in modo positivo.
Parlando di incontri mi è venuto in mento quello di oltre 18 anni fa.
Era la notte di agosto in cui su un volo Air France attraversavo mezzo mondo per trasferirmi dalla Francia al Giappone. Quella notte chiacchierai per un po’ con un’altra donna, una mamma come me, che in quello stesso momento si stava spostando verso una nuova vita. Con il mio carico di paure e insicurezze e quel bagaglio vivente costituito dalle mie tre cucciole, in una notte sospesa nel vuoto, parlavo di cambiamenti, di incognite, di nuove esperienze. Parlavo insieme a qualcuno che, con lo stesso carico di interrogativi e bagaglio di bambini, volava da Parigi alla nuova Caledonia.
Non so perché mi sia tornata in mente così nitida quella notte del 2005. Una delle tante notti in volo, uno dei tanti voli tra vite che si accavallano. Incontri tra persone che stanno lasciandosi qualcosa alle spalle per volare verso progetti, avventure, esperienze dai tratti confusi. Incontri che anche dopo 18 anni rimangono impressi. Un’ora a raccontarsi dubbi e paure, un’ora terapeutica per atterrare più forte.
Qualche ora prima di partire, seduta a Charles de Gaulle, con le bambine eccitate, cercavo di tenere a bada la mia angoscia, quella solita e umana che mi assale sempre prima di un cambiamento. Aspettando l’imbarco mi chiedevo se stessimo facendo la cosa giusta, se ce l’avrei fatta, se ce l’avrebbero fatta. Ritrovarmi in volo a condividere quei pensieri, quei dubbi con una sconosciuta, fu terapeutico e utili. Quella sorta di condivisione di sensazioni che ci aiuta ad analizzare sentimenti e pensieri.
Ci sono incontri che rimangono per sempre anche se passano in un attimo, anche se non avranno mai un seguito, perché dirsi “magari ci rivedremo su un altro volo la prossima volta” è detto così per dire.
Ma la vita è fatta cosi, di incontri, anche fugaci, ma tutti importanti. Ogni persona che incrociamo ha un senso nel percorso che stiamo facendo, nella strada che stiamo percorrendo.
Forse per questo non sono mai timida nei sorrisi che regalo, forse per questo sono sempre pronta allo scambio. Ho imparato in questi tanti anni di vita da equilibrista che ogni incontro ha un valore, ogni singolo scambio mi aiuta, perché la vita è fatta così, un susseguirsi di momenti che lasciano il segno.
Momenti che ti tornano in mente 18 anni dopo, per una strana coincidenza nuovamente in volo. Se sono atterrata a Tokyo più forte e più convinta che tutto sarebbe filato liscio sono sicura che un po’ il merito sia stato anche di quell’incontro li in piedi in fondo ad un aereo, con il mondo che sfilava sotto di noi, e i nostri bambini addormentati sui sedili a sognare quello che avrebbero trovato all’atterraggio. Vite che si incrociano e passano, ma non del tutto.
Avete incontri che più di altri hanno lasciato il segno?
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